"L'amore per un cane dona grande forza all'uomo". ( Seneca )                                  

 

 

 


La Lega Nazionale per la Difesa del Cane sez RC e i 300 amici pelosi del Rifugio "Amici di Lola" RINGRAZIANO di cuore per il mangime ricevuto:

FINELCO SpA

La campagna "SPEDIZIONE DEL CUORE"

OFFERTA DA:
RADIO 105
RADIO MONTECARLO
VIRGIN RA...DIO

Reggio C.18/10/09

COMUNICATO STAMPA LNDC SEZ.RC DEL 07/03/09

La notizia dell’ennesimo sequestro del Canile di Campo Calabro da parte dei Carabinieri del NOA di R.C. arriva ieri pomeriggio a noi volontari  come  una profonda pugnalata. Smaltimento illecito dei rifiuti,scarico abusivo di acque reflue industriali consistenti in deiezioni animali e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la propria natura, queste sono le accuse da parte del NOA. Il tutto aggravato da un decreto di sequestro di 60 gg al termine del quale il rifugio verrà definitivamente chiuso e i nostri amatissimi 300 amici a 4 zampe saranno spediti come carne da macello in altre strutture limitrofe, già con problemi di sovrappopolazione e non si sa in quale condizione, ma soprattutto non gestite da associazioni senza scopo di lucro.

Siamo aberrati e increduli per quanto è accaduto   e notare con quanta facilità circolino notizie volte solo a diffamare l’opera di chi da decenni si occupa di tutela e protezione animale ci lascia sconvolti.

Gli scriventi infatti, sono  tra quei  volontari  che nonostante i continui “sgambetti” da parte di istituzioni, continuano imperterriti nella propria attività di volontariato all’interno del suddetto canile e non solo.

A gran voce noi tutti volontari  della Lega Nazionale per la Difesa del Cane ci sentiamo di urlare : “Adesso Basta!” .

Dopo anni di interventi in tutta la provincia reggina, spesso dietro precisa richiesta anche delle forze dell’ordine, Carabinieri compresi, per il recupero di cani abbandonati, maltrattati , investiti e dispersi; dopo anni di campagne di sensibilizzazione sul rispetto degli animali e dei cani in particolare ; dopo anni  di campagne per l’adozione di cani randagi (circa 150 cani adottati ogni anno)  ; dopo anni di sacrifici economici (l’ 80% dei cani ospiti del nostro rifugio è a tutt’oggi a  nostre spese), non ci sembra possibile che oggi ci sia ancora “qualcuno” che continui a non rispettare  e a diffamare l’operato di gente che dedica il proprio tempo gratuitamente e onestamente per la vita e il benessere dei loro oltre 300 cani ospiti della struttura di Campo Calabro. Non comprendiamo il perché di questo “accanimento” contro una struttura che del resto insiste nel nostro territorio da oltre vent’anni.

Come mai le rimostranze da parte dell’ASP e degli Enti locali giungono solo da quando il canile è stato rilevato da noi volontari?  Come mai nel corso di questi anni di fronte alle nostre numerose richieste di aiuto economico e sanitario,  ci siamo sempre trovati davanti a dinieghi che diversamente avrebbero di certo contribuito al benessere dei cani?

Se è vero come si è già detto, che i 300 cani presenti nella nostra struttura, solo il 20% sono coperti da una convenzione con piccolissimi comuni dell’entroterra reggina e dei quali uno solo versa forfettariamente e in difetto di numero le quote dovute , perché si verificano continui controlli alla ricerca del pelo nell’uovo? Altro che truffa! i truffati ad oggi sono gli animalisti che auspicano da anni un servizio efficiente da parte dell’ASP 5 di RC, nonché da parte dei comuni preposti. Abbiamo accolto decine e decine di richieste di aiuto di comuni cittadini che hanno trovato un muro di gomma tutte le volte che si sono rivolti all’ASP di Reggio (esiste un fantomatico Ufficio “Lotta al Randagismo”) o alle istituzioni in genere per ottenere un aiuto o un soccorso per poveri animali abbandonati o morenti sui cigli della strada,registrando puntualmente manchevolezze e assenteismo cronico.

Chiediamo soprattutto agli animalisti  di voler visitare in qualunque momento il nostro canile, che nonostante si presenti come  una struttura   non accogliente , è bene evidente che ogni ospite riceva quotidianamente quelle cure, quelle attenzioni e quell’affetto che non sono riscontrabili in altri rifugi magari fisicamente meglio strutturati e ne è una riprova la bassa mortalità dei cani all’interno del rifugio. E nonostante le pessime condizioni meteorologiche che hanno provocato enormi danni in questi due mesi su tutto il territorio calabrese, la nostra struttura ha garantito un riparo certo  e sicuro a tutti gli animali ospitati.

Avete scelto di colpire noi, ed usiamo un “avete” generico, perché non abbiamo veramente capito chi possa voler tentare di colpire la nostra integrità ma soprattutto   i nostri cani, che per fortuna ignari delle suddette “questioni”,  vorrebbero solo essere  compresi e salvaguardati nei propri diritti di esseri viventi e non come merce di consumo , NON SOLO DA NOI. Esistono infatti  istituzioni  che sono lautamente pagate per recuperare cani dalla strada, sia morti che vivi, per avviare fattive misure per la lotta e la prevenzione al randagismo, per microchippare cani randagi e non, per intervenire  su casi di maltrattamento di vario genere, per intervenire tempestivamente con  prime cure in caso di ritrovamento di cani investiti o ammalati. Esistono si, e alcune di queste hanno anche potuto contare sul nostro supporto  a qualsiasi ora del giorno e della notte quando è stato necessario, ma è facile dimenticare evidentemente.

Ci viene il dubbio allora che purtroppo anche  questa volta noi,  come tanti altri onesti e intemerati,    siamo stati colpiti solo per aver scelto di non sottostare alla rigida legge degli “interessi”?

 

 

  Aggiornamento Dolly Dog 02/01/2009

Inviatoci da Federica Carratelli:  

 

 

AMICI RINNOVO L'APPELLO PER I MOLOSSI DEL DOLLY DOG A RIZZICONI!!!!RICORDATE?LO STRARIPAMENTO DEL FIUME PETRACE HA UCCISO 450 CANI....CIRCA 320 SONO STATI TRASFERITI NEI CANILI LIMITROFI....ALTRI 240 CANI NON SI SA' CHE FINE HANNO FATTO....20 MOLOSSI SONO ANCORA CHIUSI NEI RECINTI PERCHE' I CANILI NON LI VOGLIONO IN QUANTO EX COMBATTENTI ED UN'ALTRA VENTINA DI CANI SONO LI' INTORNO CHE GIROVAGANO!!!! E' STATO CHIESTO AIUTO E QUALCHE PRIVATO HA MANDATO QUALCHE CONTRIBUTO...SCATOLETTE...QUALCUNO SI E' RESO DISPONIBILE A STALLARE QUALCHE MOLOSSO,MA I TEMPI SONO LENTI.....I CANI VIVONO NELL'UMIDITA' E IN MEZZO AI TOPI PUTREFATTI...QUALCUNO VIENE ANCHE MANGIATO DAI CANI ED IO SONO A 50 KM DA Lì!!!VI PREGO AIUTATECI A PORTARLI VIA IMMEDIATAMENTE...

PER INFO 3405700704 FEDERICA

Il video sulla vicenda:

http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=20734&cat=cronaca

 

dollydog1dollydog3COMUNICATO STAMPA DELLA LNDC sezione di Reggio Calabria 17/12/08

 

 

Come abbiamo appreso pochi giorni fa, la notte del 12 dicembre, il canile rifugio conosciuto con il nome “Dolly Dog”, viene distrutto in poche ore a causa dell’improvviso ma non improbabile straripamento del fiume Petrace nella provincia di Reggio C. a pochi chilometri da Palmi. Nel “disastro naturale” muoiono annegati e inghiottiti dalla fanghiglia circa  800 cani ospiti “forzati” (diciamo noi), della suddetta struttura. I particolari sulla vicenda ormai li conosciamo un po’ tutti, chiunque si è recato al rifugio si è trovato di fronte a scene apocalittiche, che richiamano alla memoria il celebre passo biblico dell’“Arca di Noè” ma con un risvolto diverso , perché a salvare quelle  vite stavolta non c’era proprio nessuno. A farne le spese ancora una volta, sono i nostri piccoli amici a quattro zampe  che, indifesi e imprigionati nelle loro celle, non hanno avuto  la possibilità di trovare scampo, di lasciarsi guidare dal proprio istinto di

per trovare la salvezza.  L’esondazione è stata più impetuosa del previsto. Sappiamo infatti che non era la prima volta che il livello del fiume si alzasse fino ad arrivare al canile, già 3 anni fa lo stesso fiume aveva portato via molti cani e causato danni alla struttura. I pochi superstiti ad oggi (circa 200 anime su 1070), sono ancora in cerca di un’idonea sistemazione. Sulla presenza di strutture private e pubbliche insistenti nel territorio calabrese si potrebbe discorrere ampiamente, specie se  a gestire il tutto non sono nella maggior parte dei casi Associazioni riconosciute e senza scopo di lucro, ma società o cooperative private che si mettono insieme con il solo intento di guadagnare sulla pelle dei nostri amici animali. In molti sapranno che le convenzioni con i Comuni stipulate con le suddette strutture, arrivano a pagare fino a 3,00€ a cane al giorno (soldi che paghiamo anche con le nostre tasse). Il numero dei cani all’interno dei rifugi cresce in maniera esponenziale, ma le misure per la prevenzione al Randagismo e la riduzione del numero di cani “senza tetto”non sono state mai attuate nella nostra Provincia. La sterilizzazione , nonché il controllo sulle nascite sia per i cani di strada che per gli ospiti dei canili, non sono pratiche conosciute ed accettate dalla maggior parte dei Comuni calabresi. Inutile parlare poi della promozione  di adozioni presso i canili, perché anche in questo caso andremmo ad imbatterci in una pratica che non è contemplata dalla gran parte della gente che preferisce invece  rivolgersi ai negozianti di animali alla ricerca del cane più alla moda. Sembra quasi inutile parlare adesso di possibili soluzioni e ingenti cambiamenti, episodi come quello del canile Dolly Dog restano e resteranno come l’ennesima riprova di una cultura animalista ancora da “svezzare” e da portare agli occhi di chi ha la possibilità di migliorare le cose. Al di là di ogni stigmatizzazione il  precipuo dato oggettivo della vicenda, sta nell’ingiusta  morte di 800 cani  e della solita tendenza a scaricare responsabilità da una parte all’altra. La strage poteva semplicemente essere evitata  e anche stavolta purtroppo non ci sarà giustizia per quelle vite senza voci, che sono state portate via nell’indifferenza e nella  solitudine.   E’ onesto chiedersi come mai in questi anni visto il precedente, nessuno ha pensato e spinto per la costruzione di bande di contenimento o altre misure fattive che avrebbero di certo evitato una simile strage? O meglio, perché costruire un canile a pochi passi da un fiume tutt’altro che dormiente? Come mai quando si tratta di animali gli aiuti delle istituzioni arrivano sempre in ritardo o non arrivano affatto? Come è possibile che esistano ancora strutture con oltre mille animali?Le risposte a queste domande , come molte altre purtroppo, non trovano collocazione in un paese ma soprattutto in una regione che non ha MAI dimostrato interesse per creature con pelo e coda, salvo alcune eccezioni del caso, dove si è riusciti a ricavarne sordidi interessi politici ed elettorali .La Calabria lo ricordiamo è la prima regione d’Italia con il più alto numero di abbandoni , la regione dove l’anagrafe canina non ha un sistema informatizzato ed aggiornato, la regione nella quale si commettono i più numerosi reati contro gli animali, la regione dove l’ecomafia ha trovato i suoi maggiori “acquirenti”. Insomma una regione che per troppi decenni è rimasta sorda e cieca di fronte all’inciviltà e il malaffare perpetrato  anche nei confronti di poveri esseri viventi che  ambiscono al semplice gesto d’amore, a quella carezza che non scorderanno mai  e che sarà per loro il suggello dell’eterna riconoscenza e fedeltà nei confronti dell’uomo. 

 

 

CANE SALVA  ALTRO CANE DALL'AUTOSTRADA 

L' episodio e' incredibile per noi umani e si e' svolto in Chile.
Come nelle nostre strade anche nel paese sudamericano e' facile assistere ad investimenti di cani

sulle strade ed autostrade.
Su un autostrada dalle parti di Santiago del Chile un cane è intento a cercare di salvare la vita ad un suo simile travolto da una macchina.
L'immagine del cane che trascina a bordo strada il suo compagno è clamorosamente commovente e ha dell'incredibile se ipotizziamo che il piccolo perro si sia reso conto del rischio che ha corso con la sua azione.

VI INVITO A GUARDARE IL VIDEO E A RIFLETTERE SULLA BELL ABITUDINE  DELL'ABBANDONO ESTIVO.DEL RESTO, SIAMO ANATALE....
http://salmo69.blogspot.com/2008/12/cane-salva-amico-investito-in.html
(DICEMBRE 2008)

 

LA CULTURA DELLABBANDONO

 

Sono passati ben 5 mesi dalla cerimonia ufficiale di apertura del Canile municipale di Mortara di Pellaro e in molti ricorderanno che per l’occasione  il nostro Sindaco suggellò  l’evento attorniandosi dell’ Assessore alle Politiche Sociali, del responsabile delle opere del Decreto Reggio e di tutti gli organi  mediatici che non mancarono di diffondere la lieta notizia in tutta Italia con comunicati stampa e servizi informativi.

Insomma, dopo anni di attesa, il tanto desiderato canile veniva consegnato alla città con i soliti slogan propagandistici che plaudivano i meriti dell’amministrazione per il grande lavoro svolto. Che cosa sia successo dopo però  nessuno lo sa, lo si può solo immaginare.

Ad oggi infatti la struttura pubblica non ospita alcun animale, resta solo un’opera che si era definita COMPIUTA  ma che di fatto è ancora  non operativa .

Le ragioni del ritardo sono state attribuite a problemi del sistema idrico e altri vari imprevisti che forse potevano essere “previsti” prima dell’inaugurazione.

Eh si, da quando si inaugura una struttura pubblica ufficialmente e poi la si chiude il giorno successivo in attesa di risolvere le ultime difficoltà e in attesa di organizzare un bando di gara atto a stabilire chi debba gestire il suddetto canile? Solo nella nostra città si sentono simili incongruenze e solo nella nostra città arriva puntuale la stagione estiva e nessun organo istituzionale promuove anticipatamente campagne contro l’abbandono degli animali domestici, in modo da fornire al cittadino una valida alternativa a questo atto così crudele.

Esistono misure preventive, in primis le sterilizzazioni che ciascun comune dovrebbe incentivare per evitare il problema e  la presenza di un canile municipale avrebbe quanto meno aiutato a ospitare, anche se la soluzione non è risolutiva, la sicuramente elevata presenza di cani vaganti lasciati dai propri padroni per le vacanze estive.

La pratica dell’abbandono  ogni anno è nella nostra regione quanto mai presente, visto che siamo noi calabresi i primi in Italia a cimentarci in simili tirocini di bestialità, forse perchè ancora c’è qualcuno che non è a conoscenza che l’abbandono costituisce un REATO punibile dalla legge (L.189/2004) con l’arresto fino ad un anno o con ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

L’estate è già alle porte ed è bene  ricordare ai cittadini che chi va in vacanza e non sa dove lasciare il proprio amico a 4 zampe, può rivolgersi a strutture private come:  pensioni, adibite all’ospitalità temporanea di cani o gatti di proprietà  e i dog-sitter e cat-sitter , persone che prendono in custodia presso la propria abitazione l’animale in base alle personali richieste .

Ricordiamo inoltre che è diritto, oltre che un dovere morale per ciascun cittadino, segnalare il ritrovamento o l’avvistamento nelle nostre strade di animali investiti, dispersi e deceduti alle autorità competenti quali Polizia municipale e Asl veterinaria, che dovranno tempestivamente e immancabilmente intervenire per questioni di sicurezza e   igiene pubblica.

Ci auguriamo che il buon senso almeno quest’anno, abbia la meglio nei confronti di chi decide di abbandonare il proprio animale e nei confronti di chi è tenuto ad intervenire, ma non lo fa, perché la vita di un povero animale troppo spesso vale meno di niente.

(giugno 2008)

 

 

 

 

 

 

 

CANE RANDAGIO UCCISO E SEVIZIATO 

 

 

L'ennesimo cane torturato ed ucciso è stato trovato a Porto Empedocle (AG) il 12 dicembre 2007, in Via Lincoln. Non ci sono parole per esprimere l’orrore di questa esecuzione.
II cane, una giovane femmina tra l'altro incinta, è stato assassinato con un cuneo di legno introdotto a forza nelle fauci che evidentemente ha sfondato all'animale il cranio dall'interno. Il cadavere presentava parecchio sangue proveniente dalle orecchie. Il povero cane è statoinoltre privato dei suoi ultimi respiri con alcuni giri di nastro adesivo e lasciato in strada ad agonizzare. Si rileva come in alcune zone italiane, in particolare la Sicilia, nonostante esistano da anni Leggi specifiche sul maltrattamento agli animali e sul randagismo, le stesse Leggi vengano costantemente disattese sia dalle istituzioni, sia da chi dovrebbe controllarne l'applicazione, che dai cittadini. Porto Empedocle è la cittadina famosa per essere stata descritta con il nome di fantasia di “Vigata” nei racconti il cui protagonista è il Commissario Montalbano, scritti dal famoso autore Andrea Camilleri. Siamo sicuri che se Montalbano, il quale aveva adottato  un cane, esistesse veramente, farebbe il possibile per scoprire il colpevole di questacrudele uccisione...
In un Paese civile queste cose non sono ammissibili, e il fatto di sapere che in alcune zone italiane non vi sia ancora oggi, nel 2007, il dovuto rispetto per gli animali, rilevando un abisso tra quanto accade nelle diverse regioni, ci fa chiedere a gran voce più controlli e più severità nel denunciare e condannare questi atti crudeli contro gliesseri più indifesi. L'uccisione è stata denunciata: chiediamo dunque alle Autorità di voler intervenirepunendo severamente i responsabili dopo accurate indagini ed in generale di intensificare i controlli e le sanzioni.Si rammenta che il Comune di Porto Empedocle al momento è sprovvisto di canile rifugio, essendo stata riqualificata l'area ex-Montedison che fungeva da rifugio provvisorio e che i randagi sono di nuovo alla mercé dei delinquenti e dei torturatori. Si richiede quindi alle Autorità cittadine di voler affrettare le procedure per rendere operativo il canile comunale affinché la popolazione di randagi presente sul territorio possa avere un luogo idoneo in cui vivere dignitosamente la propria esistenza, essere curati e censiti dalle Unità Sanitarie Locali, come le Leggi (nazionale e regionale), prevedono. Si rammenta infine che sono ormai innumerevoli le segnalazioni di turisti italiani e stranieri che hanno deciso di non metter più piede in una Regione dove si rischia di vedere scene raccapriccianti di maltrattamenti sugli animali, e dove si rischiano costantemente incidenti stradali per la presenza di cani vaganti.
Gruppo di Coordinamento per i Cani di Porto Empedocle
339 1344014 – 340 3356512 – 328 0986299 - 349 3154238

 

 

 

 

 

DATI REGIONALI SUL RANDAGISMO (...noi sempre i "primi")
(consulta anche dati sull' Anagrafe Canina Nazionale)
 
 
 
Le regioni sono tenute, sentite le associazioni animaliste, protezioniste e venatorie, che operano in ambito regionale, ad adottare un programma di prevenzione del randagismo. Il programma deve prevedere interventi di informazione, anche nelle scuole, e corsi di formazione per chi opera nei servizi veterinari.

Lo Stato, da parte sua, ha istituito presso il Ministero della salute, a partire dall'esercizio finanziario 1991, un fondo per la tutela del benessere e per la lotta all'abbandono degli animali da compagnia.
Le disponibilità del fondo vengono ripartite dal Ministro, con proprio decreto, annualmente tra le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.A tal fine le regioni trasmettono ogni anno al Ministero i dati relativi ai cani di proprietà, ai cani randagi ospitati nei canili e al numero presunto di cani randagi.


Cani di proprietà, cani randagi ospitati nei canili e numero presunto di cani randagi:

 

Regione cani di proprietà randagi ospitati nei canili canili sanitari canili rifugio numero presunto cani randagi anno
Piemonte 964.918 7.500 54 68 9.548 2006
Valle d'Aosta 21.200 180 1 1 147 2006
Lombardia 413.956 2.654 30 77 8.575 2005
PA Bolzano 35.000 150 1 1 0 2006
PA Trento 34.641 116 2 3 0 2006
Veneto 455.450 2.789 15 11 17.645 2006
Friuli Venezia Giulia 142.008 1.787 7 13 0 2006
Liguria 241.076 3.218 3 31 3.841 2006
Emilia Romagna 566.183 8.804 65   7.994 2006
Toscana 357.447 4.870 27 30 2.321 2006
Umbria 330.460 2.809 27   23.000 2006
Marche 202.022 5.878 33 24 nd 2006
Lazio 377.159 11.263 24   41.782 2006
Abruzzo 115.000 3.511 6 14 22.500 2006
Molise 38.631 2.613   9 14.300 2006
Campania 223.415 81.253 104   69.070 2006
Puglia 142.184 61.671 61 64 63.145 2005
Basilicata 22.400 3.688 9 8 10.400 2005
Calabria 190.000 10.377 15 21 77.000 2005
Sicilia 246.000 9.563 11 34 68.000 2006
Sardegna 230.000 4.750 6 19 22.000 2005
TOTALE 5.349.150 229.444 501 428 461.068  


Data ultimo aggiornamento: gennaio 2007

Fonte: Dati trasmessi dalle Regioni al Ministero della Salute

 

 

 


 

In Italia muore un cane ogni venti minuti a causa di incidenti stradali

 

Milano (13 agosto 2007) Tre cani ogni ora, oltre settanta cani al giorno vengono uccisi in incidenti stradali nei mesi di luglio a agosto mentre nei restanti mesi dell’anno gli investimenti che coinvolgono i cani (che regolarmente nella stragrande maggioranza dei casi) scendono a 50 al giorno. Questi sono i dati emersi da una ricerca statistica AIDAA consultando i dati relativi agli incidenti stradali del 2006 e dei primi tre mesi del 2007. Ogni anno dunque perdono la vita sulle strade italiane (nei mesi estivi in particolare sulle autostrade e sulle strade statali) 20.100 cani di questi i cani ammazzati sulle strade solamente nei mesi di luglio e agosto sono 4.500 che equivalgono a un quarto del totale degli animali vittime di investimenti. La cosa altrettanto grave è dettata dal fatto che in oltre la metà di questi incidenti stradali subiscono danni anche i passeggeri delle auto che investono gli animali. Sempre secondo le stime AIDAA gli animali coinvolti in incidenti stradali sono per oltre il settanta per cento animali abbandonati e quindi non abituati a vivere all’aperto e a volte inconsci del pericolo, mentre specialmente in Puglia e Siciliane Campania i cani vittime di incidenti stradali sono nella stragrande maggioranza cani randagi. Ma non sono solo i cani ad essere vittime degli incidenti stradali. Infatti la ricerca AIDAA mette in evidenza come nella speciale classifica degli animali vittime della strada i primi posti spettino senza ombra di dubbio a gatti, rospi , lepri e ricci dei quali ogni anno migliaia di esemplari vengono investiti o schiacciati dalle auto senza che l’automobilista spesso nemmeno se ne accorge. Tra i selvatici (che a causa della loro mole provocano danni alle auto che li investono, ed in alcuni casi anche il ferimento e la morte del conducente) vi sono i cervi, i caprioli e le volpi, questi incidenti avvengono prevalentemente nelle strade di montagna con prevalenza per le regioni della Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte e Trentino alto Adige. “Quello degli incidenti stradali che coinvolgono animali è un fenomeno sul quale ancora si discute poco, infatti non sono pochi i casi dove sia gli animali che i guidatori delle automobili subiscono ferite o la morte in seguito agli incidenti stradali- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA- e se per quanto riguarda gli incidenti con animali selvatici di grossa taglia questi sono spesso dovuti all’attraversamento improvviso di questi animali delle strade costruite sul loro territorio, diversa è la questione per i cani che muoiono a migliaia specialmente in questi mesi estivi. Gli incidenti vedono coinvolti- ci dice ancora Croce- specialmente cani abbandonati e quindi non consci del pericolo che provocano per loro stessi e per gli automobilisti mentre vagano prevalentemente sulle autostrade”. Per monitorare da vicino il fenomeno AIDAA invita tutti coloro che sono rimasti coinvolti in qualche modo in incidenti stradali nei quali vi era la presenza di cani ad inviare una email all’indirizzo segnalazionereati@libero.it e a visitare il sito www.aidaa.net dove i dati verranno pubblicati a cadenza mensile in modo da avere un quadro chiaro di riferimento del fenomeno in forte crescita.

dal sito www.aidaa.net

 

Aggiornamento - Strage di Torre a Mare (BA)



Sono passate circa due settimane da quando abbiamo diramato il tragico appello, “Oltre 60 i cani bruciati vivi in un canile abusivo alle porte di Bari, località Torre a Mare”. Giornate terribili. Immagini agghiaccianti che non abbiamo avuto nemmeno il coraggio di mostrare al pubblico.
Ora ci sembra quanto meno doveroso dare un aggiornamento sulla situazione dei cani che abbiamo salvato. E non semplicemente per una questione di “dovere di cronaca” ma in segno di rispetto verso tutti coloro che, generosamente e col cuore, ci hanno offerto il proprio aiuto inviandoci denaro, medicinali, cibo,
richieste di adozioni.

 

Fortunatamente il Magistrato ha disposto il sequestro giudiziario dei cani e l'affido alle sezioni di Valenzano e Molfetta della Lega Nazionale per la Difesa del Cane; 136 cani invece sono nel Canile convenzionato con Bari e anche per questi, che cerchiamo di seguire costantemente, ci attiveremo affinché vengano adottati.
Per gli affidamenti dobbiamo aspettare il permesso delle autorità e poi, naturalmente, avviseremo tutti coloro che si sono proposti per le adozioni
.

 

I cani che presentavano bruciature, contusioni, ematomi stanno decisamente meglio.
Purtroppo sono state riscontrate patologie pregresse per le quali si sta procedendo con accurate analisi, ecografie e tutto quanto sia necessario per il benessere dei nostri amici.
Ci sono tante femmine incinte che hanno lesioni perivulvari e piomatose. In molti hanno la rogna, soffrono di gravi infiammazioni agli occhi, lesioni cutanee e alopecia generalizzata. Altri hanno lesioni alle cornee di entrambi gli occhi o addirittura gli manca un globo oculare. Almeno una decina di cani è affetta da leishmaniosi (sicuramente mai curata in precedenza!).

 

Tutti i cagnetti (e anche i 4 micini trovati all’ultimo momento nel incavo di un albero) si sono ripresi dallo shock subito e mentre per i primi due giorni sono vissuti praticamente "ammassati" - così com'erano stati abituati al canile abusivo dove vivevano legati a corte catene o in piccolissimi spazi simili a stie per polli - ora invece corrono, giocano, e i più timidi incominciano ad avvicinarsi ai volontari.

 

Un pensiero particolare lo vogliamo dedicare a Lucky, il piccolo dalmata ricoverato a Teramo per le gravissime ustioni riportate nell'incendio. I veterinari, con generosità e abnegazione, hanno fatto il possibile e di questo saremo loro sempre grati.
Addio piccolo Lucky, nella tua vita breve e sfortunata hai conosciuto solo sofferenza, un padrone che ti teneva alla catena, il fuoco che ti ha lacerato il musetto. Ora forse sei felice, lontano da noi uomini che ti abbiamo fatto solo male, in un paradiso che certamente c'è anche per voi, “creature minori”....
Non ti dimenticheremo mai, perchè mai si estinguerà il debito che noi uomini abbiamo verso di te, tu che sei stato capace anche di scodinzolare, con le poche forze rimaste, ai medici che ti curavano. 

 

Per Lucky, anche se non ce l’ha fatta, e per tutti i cani che abbiamo tratto in salvo… GRAZIE.
Un grazie sincero da parte nostra ma, soprattutto, da parte LORO a tutte le persone meravigliose che ci hanno aiutato e che ancora ci stanno aiutando in questo momento di grande bisogno.

 

I Volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane

 

( dal sito della sede nazionale www.legadelcane.org )

 

 

 

 

Alle porte di Bari si è verificata una tragedia che si poteva evitare…

 

STRAGE DI CANI IN UN CANILE ABUSIVO (26/06/2007)

 

Oltre 60 i cani bruciati vivi in un canile abusivo alle porte di Bari, località Torre a Mare.

E’ stata necessaria una strage degli innocenti per evidenziare una triste storia di disagio sociale che si trascinava da circa vent’anni malgrado le innumerevoli denunce.

I volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, insieme alla LAV e ad altre associazioni locali, sono intervenuti stoicamente buttandosi disperatamente tra fumo, fiamme e lamiere pericolanti nell’intento di salvare tanti più animali possibili.

La nostra Associazione già ieri aveva sollecitato un intervento d’urgenza, mirato a evacuare tutti i cani in pericolo dentro questo lager in fiamme. Purtroppo le nostre richieste non sono state prontamente accolte e altri animali, che potevano essere salvati, sono morti nella notte.

Uno scenario apocalittico si è dunque presentato agli occhi dei volontari poiché molti animali, legati a catena, non hanno trovato scampo e sono morti bruciati tra atroci sofferenze.

Circa un centinaio di cani, tra cuccioli e adulti, molti dei quali gravemente ustionati, sono stati tratti in salvo dalla nostra Associazione e sono stati ricoverati presso alcuni dei nostri rifugi. Stamani, con il servizio veterinario, si è provveduto a evacuare gli animali restanti  e le operazioni sono ancora in corso.

La nostra Associazione presenterà un esposto in procura affinché si individuino i responsabili per una strage che poteva essere evitata.

 

Ora dobbiamo pensare subito ai cani che abbiamo salvato. Si trovano, per la maggior parte, presso il nostro rifugio di Valenzano (BA). Alcuni riportano gravi ustioni, altri ferite che si sono procurati nel tentativo di scappare dalle fiamme. Tutti sono sotto shock, traumatizzati dall’inferno in cui si sono trovati coinvolti.

PER FAVORE AIUTATECI, DA SOLI NON POSSIAMO FARCELA. OGNI CONTRIBUTO, ANCHE IL PIU’ PICCOLO, SARA’ PER NOI FONDAMENTALE!

 

Per eventuali contributi:

CCP nr. 13519731

intestato a Lega Nazionale per la Difesa del Cane – Sezione di Valenzano

 

Per versamenti online tramite Paypal:

www.legadelcane.org – sezione “Puoi aiutarci anche così” - Donazioni

(causale: aiuto per Valenzano)

 

Per maggiori informazioni:

Emma Melica

Presidente Sezione Valenzano

Cell. 340 91 19 789

 

GRAZIE DI CUORE, SAPPIAMO CHE FARETE QUANTO VI E’ POSSIBILE PER AIUTARCI!

 

 

 


 

 IN UN PAESE "CIVILE"....

 

Salve a tutti,
questo nella foto se non lo aveste riconosciuto è un cane, si chiama Kira, ed è stata abbandonata ieri in queste condizioni davanti al cancello dell'Associazione Amico Cane a Sassari a Caniga.Attualmente si trova in una Clinica Veterinaria dove sta ricevendo tutte le cure necessarie, anche se i Medici sono seriamente preoccupati per le sue condizioni psicologiche. Kira infatti ha subito evidenti maltrattamenti: oltre ad essere gravemente denutrita, affetta da rogna, piena di pulci, le sono state tagliate di netto entrambe le orecchie, presumibilmente con un coltello e, Dio solo sa come, anche la coda. Ma questo non è, purtroppo, l'aspetto peggiore, deve essere stata tenuta a lungo in uno spazio stretto, tanto stretto da non potersi alzare nè girare, ha infatti tutti i muscoli completamente atrofizzati, si solleva a fatica e in maniera incompleta, rimane in posizione fetale sul fianco sinistro costantemente, si fa molta fatica ad estenderle le zampe. E'
stata tanto a lungo in questa posizione da avere 4 dita al piede sinistro, il 5°, infatti, lo ha completamente consumato sfregandolo al suolo.Vorremmo che, dopo tanta sofferenza, potesse almeno trovare qualcuno che la ami e si prenda cura di lei e che non debba essere anche condannata a trascorrere tutta la vita in un canile.Vorremmo anche che se qualcuno potesse riconoscere questo cane si facesse avanti, anche in forma anonima (tra l'altro dubitiamo che chi ha avuto pietà di lei lasciandola davanti al canile- che purtroppo ospita in mezzo ettaro oltre 300 cani e vive solo di volontariato- possa essere lo stesso mostro che l'ha ridotta così). Non è possibile che chi si è reso colpevole di una così disumana tortura resti impunito. Mi rendo conto che questa è un'immagine agghiacciante, ma se davvero vogliamo non doverne più vedere, dobbiamo smettere di girarci dall'altra parte.

 

RIFLETTIAMO TUTTI!


Grazie

RC 10/02/2007
 

 


Vi invito a guardare un video sulla sperimentazione di cibi su cani e gatti tratto dal sito della PETA......non ha bisogno di commenti...     http://www.petatv.com/tvpopup/Prefs.asp?video=iams

 


 

"QUANDO LA BESTIALITA ' ASSALE GLI UOMINI"

Grazie ad un'operazione denominata "Fox" come il famoso cane lupo, i Carabinieri  di Reggi Calabria hanno arrestato 13 persone accusate di organizzare combattimenti clandestini tra cani.

Con tale operazione sono state applicate per la prima volta in Italia le nuove norme del codice penale sul divieto di maltrattamento agli animali e l'impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate. I militari della Benemerita, attraverso un'attivita' investigativa iniziata nel 2002, hanno scoperto 2 siti internet dedicati agli incontri e alle scommesse in cui i cani venivano selezionati in base ai curricula, alla discendenza, all'eta' e alle caratteristiche fisiche. Le loro prestazioni venivano garantite per mezzo di duri allenamenti, un 'alimentazione severa e la somministrazione di sostanze dopanti. L'obiettivo era quello di irrobustire i malcapitati animali e aumentarne il peso. Le bestie venivano sottoposte a vere e proprie torture, con l'impiego di macchinari che, oltre ad elevare le prestazioni atletiche, ne aumentavano la ferocia. Gli animali dovevano fronteggiarsi nei circuiti dei combattimenti illegali  e i cani feriti durante combattimenti venivano poi soppressi con l'alta tensione. L'organizzazione si estendeva in Campania, Marche ed aveva collegamenti con allevatori ed allenatori di Serbia, CRoazia e Bosnia.

Plaudiamo ai Carabinieri che hanno dimostrato una grande sensibilita' verso gli sfortunati animali auspicando sempre una vigile attenzione.

 

 

 


 

         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